• d.ssa Pavani

Fallire: perché dovremmo imparare a cadere


l'aspetto importante non è se o come cadi, ma come reagisci alla caduta.

Cercando degli spunti per il blog, sono "inciampata" su un articolo molto interessante di Guy Winch Ph.D. (https://www.psychologytoday.com/intl/blog/the-squeaky-wheel/201501/10-surprising-facts-about-failure)

in sintesi:

il fallimento è una esperienza difficile, dolorosa e deprimente, ma è parte integrante del processo di apprendimento dove la parte vincente è riuscire a tradurre il fallimento in un'esperienza potenzialmente creativa.

il fallimento ci dovrebbe avvicinare alla "versione vincente"; prendiamo ad esempio, l'esperienza di Thomas Alva Edison che per arrivare al prodotto finale ottimale, transitò attraverso 2000 prototipi di lampadina ma disse: "io non ho fallito 2000 volte... ho solo trovato 1999 modi per NON costruire una lampadina".

E' dunque più utile vedere i fallimenti come "avvicinamenti progressivi" al nostro obiettivo e non come “allontanamenti”.

Nell'articolo originale vengono elencati 10 aspetti sui quali vale la pena di investire del tempo riflettendoci su:

1. Il fallimento fa sembrare gli obiettivi meno raggiungibili (è una mera percezione perché gli obiettivi sono raggiungibili quanto lo erano prima del fallimento ma la frustrazione dell'obiettivo mancato ci sposta la prospettiva rispetto cui ci poniamo).

2. Il fallimento distorce la percezione delle nostre abilità

3. Il fallimento può farci credere di essere impotenti

4. Le esperienze negative possono creare una “paura del fallimento” inconsapevole

5. La paura del fallimento spesso conduce ad attuare inconsapevolmente comportamenti auto-sabotanti

6. La paura del fallimento può essere trasmessa dai genitori ai figli

7. La pressione per avere successo può aumentare l’ansia da prestazione e causa overthinking (rimuginazione)

8. Un buon modo per superare gli errori dovuti all'ansia da prestazione è fischiare o "borbottare"

9. La forza di volontà è come un muscolo: necessita di riposo e di glucosio per funzionare bene

10. La risposta psicologicamente più sana al fallimento è concentrarsi sulle variabili che sono sotto il nostro controllo

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