• dr. Pavani

Set point o peso “naturale”


La teoria del Set Point è stata introdotta da Bennet e Gurin nel 1982 nel libro “Dieter's Dilemma”,

https://www.amazon.com/Dieters-Dilemma-William-Bennett/dp/0465016537

i quali lo definirono come un “punto di regolazione individuale della quantità di grasso corporeo", suggerendo che il peso corporeo mantenga l’individuo in un intervallo predeterminato di peso corporeo. Ciò potrebbe spiegare perché, nonostante i numerosi tentativi nella regolazione del peso, si raggiunga livello statico, un plateau dal quale non si riesce ad avanzare oltre nei propri obiettivi.

Il Set Point è dunque un range in cui tutti i processi fisiologici del corpo sono mantenuti in omeostasi, in perfetto equilibrio fra in e out.

“è il peso che si stabilizza con lo stile di vita del soggetto”

il peso naturale è quel peso che il corpo manterrà con un’alimentazione e un livello di esercizio fisico normali e potrebbe non corrispondere al peso che si vorrebbe avere (che ha più a che fare con le mode o l’estetica più che con la salute)

Questo valore range è fissato in una zona del cervello chiamato ipotalamo ed è determinato geneticamente, ma anche fortemente influenzato dalla storia metabolica di una persona.

Link all’articolo “Role of set-point theory in regulation of body weight” su PubMed:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/2253845/

Infatti, per capire come viene determinato l’intervallo di peso corporeo, si considerano tre fattori:

  • genetici;

  • ambientali (dieta, esercizio fisico);

  • epigenetici (es. ormoni).

Link all’articolo “Is there evidence for a set point that regulates human body weight?” su PubMed:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21173874/

Ogni persona ha dunque un determinato set point, cioè un range di peso naturale che tende a rimanere stabile (se non cambiano i fattori che lo influenzano):

  • quando si è sotto il proprio set point, l’organismo tende ad aumentare la sensazione di fame, a diminuire l’attività fisica e le calorie necessarie a svolgerla (> efficienza) e spinge a cercare di assumere più calorie;

  • quando si è sopra il proprio set point, l’organismo tende ad abbassare la sensazione di fame, ad aumentare l’attività fisica e le energie dissipate (< efficienza) e quindi a cercare di diminuire le calorie in ingresso ed aumentare quelle in uscita.

L’aspetto fondamentale da tenere presente è che la teoria ipotizza che il Set point non si discosti dal proprio livello durante la vita di un soggetto adulto, a causa del numero costante degli adipociti e delle alterazioni ormonali che hanno impostato questo valore dall’ipotalamo. Questo comporta che individui con un set point alto possono comprendere meglio ed accogliere la loro condizione in modo da poter applicare migliori strategie e evitare di accanirsi in regimi alimentari altamente restrittivi e non utili se non a aumentare il senso di fallimento che l’individuo patisce al fallire dell’ennesima dieta.

vedi anche: Alimentazione intuitiva e Intuitive Eating

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